E' il canto tradizionale a più voci dei bosani. A Bosa, come in atre poche comunità della Sardegna, si è tramandato oralmente un modo di cantare a più voci denominato cantu a tragiu. Non esiste documentazione scientifica in proposito, per cui non è possibile stabilire la data certa della sua origine. La storia della musica religiosa e dell'istituzione confraternale post tridentina lo fa risalire al XVI secolo, dopo il Concilio di Trento, quando tramite i monaci francescani, gesuiti ed altri, fu importata la pratica dei falsobordone.

Il canto a tragiu è una pratica polifonica basata su quattro voci maschili: Bassu ( la voce più grave), contra, tenore e contraltu. Normalmente ciascuna parte è affidata ad una solista ma, durante i riti della Settimana Santa, è uso cantare con più persone per parte.


IL CARNEVALE BOSANO

SU CARRASEGARE OSINCU

IL CARNEVALE BOSANO


Il Carnevale in Sardegna è profondamente radicato nell'animo dei suoi abitanti. Questa consuetudine, strettamente legata agli antichissimi rituali dionisiaci di origine cretese-micenea è di solito tramandata oralmente e varia di paese in paese pur mantenendo un fondo comune presente anche in altre culture mediterranee. I riti collegati ai culti dionisiaci, proprio durante il Carnevale, vengono spesso ricordati e ripetuti in maniera inconsapevole. Le caratteristiche che accomunano quasi tutti i Carnevali sardi sono: la predominanza del colore del lutto, presente nel trucco, nelle maschere e nei costumi di colore nero; i sacrifici che ricreano la passione di Dioniso, attraverso il rogo di un fantoccio che in antichità sostituiva all'ultimo momento una vittima umana; gli strumenti dal forte significato simbolico sia agricolo che sessuale.


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